L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.- Stanisław Jerzy Lec
L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.
Ci guardammo negli occhi: io vidi solo me, lei soltanto sé.
Sono figlia del sole - mi diceva una lentiggine sul naso di Tizia.
Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio.
A volte il Diavolo mi induce nella tentazione di credere in Dio.
C'è sempre qualcuno che giudica la propria vita tanto intollerabile da pensare che la soluzione migliore sia accelerare il trapasso a un altro livello di esistenza.
Ogni suicidio è la soluzione di un problema.
E' ottimista. Crede che dipenda da lui quando vuole suicidarsi.
A frenarmi dall'ammazzare qualcuno sarebbe, prima d'ogni remora morale, l'inettitudine. Quanto a me, volessi anche ammazzarmi, mi servirebbe un liberto.
Nessuno mai si è tolto la vita. Il suicidio è una condanna a morte della cui esecuzione il giudice incarica il condannato.
Non si può chiedere a nessuno il suicidio come forma di protagonismo politico.
Che fa sabato sera? - Occupata. Devo suicidarmi. - Allora venerdì sera?
Il rasoio fa maleil fiume è troppo bassol'acido è bestialela droga dà il collassola corda si spezzala pistola è proibitail gas puzza e allora...viva la vita.
Non si vive meglio fuggendo dagli altri, nascondendosi, negandosi alla condivisione, se si resiste a dare, se ci si rinchiude nella comodità. Ciò non è altro che un lento suicidio.
Chi si abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto.