L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.- Stanisław Jerzy Lec
L'istinto di autoconservazione è a volte la molla del suicidio.
Il cane fedele riceve una museruola decorativa.
Non si deve cominciare a risparmiare diminuendo la quantità di buon senso.
Gli eroi dei miti antichi erano seminudi, quelli dei miti odierni lo sono del tutto.
Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio.
Gli uomini hanno i riflessi lenti; in genere capiscono solo nelle generazioni successive.
Il suicidio è l'estremo tentativo di migliorare la propria vita.
Il più bel regalo della vita è la libertà che ci lascia di andarcene a nostro piacere.
Già domani milioni di persone mi malediranno; ma è questo che ha voluto il destino.
Un giorno decise di suicidarsi: si mise la camicetta di quando aveva quattro anni e allacciò il bottone del colletto.
Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.
Tentai il suicidio 2 o 3 volte ma fallii per una ragione o l'altra: semplicemente, non ero un buon suicida professionista.
Può essere che, tra tutti gli uomini che avrebbero delle ragioni per suicidarsi, si uccidano quelli che sono irritabili, suscettibili, poco capaci di padroneggiarsi.
Quanto il cristianesimo abbia modificato la scienza e la morale e quindi l'arte antica, si può inferire da questo solo: il suicidio antico è virtù, il suicidio moderno è colpa: il suicida pagano è un eroe, il suicida cristiano è un codardo.
Non che il suicidio sia sempre follia. Ma in genere non è in un accesso di ragione che ci si ammazza.
Come avviene a un disperato spesso, che da lontan brama e disia la morte, e l'odia poi che se la vede appresso, tanto gli pare il passo acerbo e forte.