Aveva la coscienza pulita. Mai usata.- Stanisław Jerzy Lec
Aveva la coscienza pulita. Mai usata.
Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.
Anche un manganello può indicare la via.
C'è chi salta direttamente dal passato al futuro, sul presente cade solo la sua ombra.
Solo le persone di buon senso impazziscono.
Non da ogni palma della vittoria nascono noci di cocco.
Nulla atterrisce più di uno specchio una coscienza non tranquilla.
La voce della coscienza è antipatica come la nostra sentita al registratore.
Non c'è arte senza coscienza di sé, e la coscienza di sé e lo spirito critico sono tutt'uno.
A volte, ahimè, la coscienza degli uomini si carica di un fardello tanto orribile che riusciamo a liberarcene solo nella tomba. Così l'essenza del crimine rimane avvolta nel mistero.
La coscienza è la custode, nell'individuo, delle norme che la comunità ha messo a punto per la propria conservazione.
La coscienza è sinonimo di paura della società oppure, nel migliore dei casi, di paura di se stessi.
Onde interrogare qualche volta la coscienza, raccogliersi nello spirito o contemplar la natura, è senz'altro voglia di far niente.
La coscienza è uno di quei bastoni che ciascuno brandisce per picchiare il suo vicino e del quale non si serve mai per se stesso.
Coscienza e vigliaccheria sono proprio la stessa cosa... la coscienza è il marchio di fabbrica. È tutto qui.
La libertà di coscienza è un diritto naturale e chi la vuole avere deve anche darla. Ogni setta dice: Oh, datemi la libertà. Ma se voi gliela date, e se ne ha il potere, essa non vorrà concederla a nessun altro.