È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.- Samuel Beckett
È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.
Quel bastardo! Non esiste!
Partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte.
In me ci son sempre stati due pagliacci, oltre agli altri, quello che chiede soltanto di starsene dov'è e quello che s'immagina che più lontano si stia un po' meno peggio.
Niente è di più ridicolo della disgrazia, altrui naturalmente.
Niente è più reale del niente.
L'amore deluso nel suo eccesso, e soprattutto l'amore ingannato dalla fatalità della morte, non ha altro esito che il suicidio.
Non c'è rifugio dalla confessione tranne il suicidio, e il suicidio è una confessione.
Siamo seduti su un cornicione, tu stai per buttarti, io andrò in prigione. Cosa abbiamo da perdere?
Che fa sabato sera? - Occupata. Devo suicidarmi. - Allora venerdì sera?
È concepibile che si ammazzi una persona per contare nella sua vita?
Il gusto del suicidio è un dono.
Chi si abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto.
I suicidi sono solo degli impazienti.
Il suicidio fu l'ultima virtù degli antichi. Nel pieno disfacimento d'ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi.
Il rasoio fa maleil fiume è troppo bassol'acido è bestialela droga dà il collassola corda si spezzala pistola è proibitail gas puzza e allora...viva la vita.