È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.- Samuel Beckett
È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.
Quel bastardo! Non esiste!
Quando si è nella merda fino al collo, non resta che cantare.
È al mattino che bisogna nascondersi. La gente si sveglia, fresca ed efficiente, assetata d'ordine, di bellezza e di giustizia, ed esige la contropartita.
La vita, si direbbe, è fatta di recidive e anche la morte dev'essere una specie di recidiva.
In me ci son sempre stati due pagliacci, oltre agli altri, quello che chiede soltanto di starsene dov'è e quello che s'immagina che più lontano si stia un po' meno peggio.
Se non avessi il senso dell'umorismo mi sarei suicidato molto tempo fa.
Le tarme che scelgono il suicidio vanno a posizionarsi nella manica, sotto l'ascella.
La notte porta consiglio. Si suicidò all'alba.
Tentai il suicidio 2 o 3 volte ma fallii per una ragione o l'altra: semplicemente, non ero un buon suicida professionista.
Lo sapete quale sarebbe il tasso dei suicidi se non avessimo la televisione? Sapete quanta felicità ho portato a gente che non poteva uscire di casa ma poteva vedere "Love Boat"?
Il solo delitto imperdonabile consiste nell'interrompere l'esperimento della propria vita prima del suo termine naturale.
Io non mi ucciderò. Si dimenticano così in fretta i morti.
Vi prego di lasciare la stanza se questo vi può turbare. No, no! Non fatelo! Non fatelo! State indietro. Si potrebbe far male qualcuno!
Lo sai cos'è il suicidio?
Le ore prima di un suicidio sono fatte di enorme presunzione ed egocentrismo.