Disertore può chiamarsi il suicida.- Carlo Dossi
Disertore può chiamarsi il suicida.
Chi molto dice, pensa poco.
A molti non mancano che i denari per essere onesti.
I tormenti della bontà che non può sfogarsi, sono forse peggiori di quelli della malvagità sfogata.
La traduzione delle opere letterarie, o sono fedeli e non possono essere se non cattive, o sono buone e non possono essere se non infedeli.
Qual è la miglior lingua? Leggo Shakespeare, e dico, è l'inglese, leggo Virgilio e dico "è il latino", leggo Dante e dico è l'italiano, leggo Richter, e dico, è il tedesco, leggo Porta, e dico è il milanese.
Nessuno è confuso nella sua decisione di suicidarsi. Un uomo che ha deciso di impiccarsi, non si getterà mai sotto a un treno.
Il gusto del suicidio è un dono.
Chi tranquillamente rinuncia al bene della vita, che odia l'esistenza quaggiù, talché vi preferisce un'infelice eternità, deve essere niente mosso dalla meno efficace e piú lontana considerazione dei figli o dei parenti.
Si è liberi veramente quando ci si può suicidare senza arrecare danno o dolore o rimpianto a nessuno: la libertà è la forma intermedia della solitudine, il suicidio la forma estrema dell'unica compagnia che ti è rimasta.
Proprio come sceglierò la mia nave quando mi accingerò ad un viaggio, o la mia casa quando intenderò prendere una residenza, così sceglierò la mia morte quando mi accingerò ad abbandonare la vita.
Onorevole è il suicidio nel momento in cui la malattia rende la morte preferibile alla vita.
La notte porta consiglio. Si suicidò all'alba.
Il più bel regalo della vita è la libertà che ci lascia di andarcene a nostro piacere.
Il rasoio fa maleil fiume è troppo bassol'acido è bestialela droga dà il collassola corda si spezzala pistola è proibitail gas puzza e allora...viva la vita.
Un uomo che ha fede è un uomo al quale è precluso il rimedio del suicidio.