Chi vuol riposare, lavori.- Carlo Dossi
Chi vuol riposare, lavori.
Una colpa non è cancellata finché si rammenta.
S'ha vergogna di un debito di poche lire, si ha quasi orgoglio di uno di molte. Solletica la propria vanità il poter dire "sono pieno di debiti" e si rialza superbamente la testa, invidiati perfino dai nostri creditori.
Il campo del verosimile è assai minore di quello del vero.
L'Apocalisse è la più alta ciarlatanata fatta per imbrogliare la gente minchiona. È l'impotenza che assume il far misterioso per farsi creder potenza.
L'utopia di un secolo spesso diviene l'idea volgare del secolo seguente.
Lasciatemi al mio riposo' è il motto dei dormienti e dei morti.
Il riposo è il condimento che rende dolce il lavoro.
Una meraviglia degna di re e imperatori: riposare senza essere stanco.
Se il riposo non è un po' ancora lavoro, è subito noia.
C'è un tempo per fare e un tempo per riposare. Che colpa ho se perdo sempre il primo tempo?
A volte, la cosa più urgente e importante che si possa fare, è concedersi un completo riposo.
Gli uomini di fatica, di affari, di pensieri, nello stato di riposo, su una spiaggia, per esempio, sembrano di quelle belve in cattività dei giardini zoologici.
L'uomo è così fatto che può trovare riposo a un tipo di lavoro soltanto dedicandosi a un altro.