Custodire la propria gloria è difficil cosa.- Lucio Anneo Seneca
Custodire la propria gloria è difficil cosa.
Come tutti i vizi mettono radici profonde, se non sono estirpati sul nascere, così i sentimenti di tristezza e di infelicità, che dilaniano se stessi, finiscono per nutrirsi del loro amaro, e il dolore si fa una perversa voluttà di soffrire.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
È naturale ammirare più le cose nuove che le grandi.
È più facile non acquistare che perdere, e perciò vedrai più felici coloro che mai la fortuna si è voltata a guardare di quelli che ha abbandonato.
Una donna o ama o odia, non ha una via di mezzo. Il pianto della donna è menzogna. Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime, le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze. Una donna che pensa sola, pensa cose cattive.
Sono stati sempre poeti, uomini innamorati della gloria, a cantarne la vanità.
Se hai rigettato la gloria, fuggi da coloro che vanno a caccia di lode.
Non è cosa che gli uomini nel vivere del mondo debbino piú desiderare e che sia piú gloriosa, che vedersi el suo inimico prostrato in terra ed a sua discrezione; e questa gloria la raddoppia chi la usa bene, cioè con lo adoperare la clemenzia, e col bastargli d'avere vinto.
Le forze della natura agiscono secondo una segreta armonia che è compito dell'uomo scoprire per il bene dell'uomo stesso e la gloria del Creatore.
Oltre a essere effimera, la gloria non è priva di conseguenze.
È più bello desiderare che possedere la gloria.
La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo.
Fate che le glorie del passato siano superate dalle glorie dell'avvenire.
Quando vanno al patibolo col sorriso, quello è il momento di mandare in pezzi la falce della morte.
La gloria è un veleno che bisogna prendere a piccole dosi.