Custodire la propria gloria è difficil cosa.- Lucio Anneo Seneca
Custodire la propria gloria è difficil cosa.
Come al saggio si addice un incedere contegnoso, così gli si addice un eloquio cauto, non avventato.
Soli, saremo migliori.
Non riflettiamo mai su quanto sia piacevole non chiedere nulla.
Ha più valore superare le difficoltà che moderare le gioie.
Tosto diventa infamia la gloria dei superbi.
Roy Orbison mi fece capire che la vita è una tragedia intervallata da momenti di gloria.
La gloria e la grandezza, chimere.
Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria.
Quando vanno al patibolo col sorriso, quello è il momento di mandare in pezzi la falce della morte.
Rendere gloriosa la sconfitta è lo stesso che trionfare.
Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.
V'era sulla piazza principale di Corinto una statua scolpita da Silanione e catalogata da Plinio: rappresentava Epistato. Chi era Epistato? L'inventore dello sgambetto. Ciò riassume la Grecia e la gloria.
Un momento di dolore vale una vita di gloria.
Alla teologia della Gloria è inscindibilmente collegata la teologia della Croce.
Il piacere e la gloria non vanno mai d'accordo.