Nella tomba non c'è posto per la gloria.- Wilbur Smith
Nella tomba non c'è posto per la gloria.
Alcune viti crescono nel terreno sbagliato, altre si ammalano prima della vendemmia e altre ancora sono rovinate da un cattivo viticoltore. Non tutta l'uva fa il vino buono.
La gente se ne infischia della lealtà e della correttezza. Conta soltanto aver successo e farla franca.
Le regole sono per gli stupidi e non rappresentano per il saggio più che un orientamento generale.
Bisognava sempre guardare avanti e lasciarsi i rimpianti alle spalle.
Chi sta sulla punta dei piedi non si tiene ritto, chi sta a gambe larghe non cammina, chi da sé vede non è illuminato, chi da sé s'approva non splende, chi da sé si gloria non ha merito, chi da sé s'esalta non dura a lungo.
Anche per i saggi la brama di gloria è l'ultima passione di cui si spogliano.
La gloria e la grandezza, chimere.
Così grande è la dolcezza della gloria che, a qualunque oggetto si riferisca, fosse pure la morte, la desideriamo.
V'era sulla piazza principale di Corinto una statua scolpita da Silanione e catalogata da Plinio: rappresentava Epistato. Chi era Epistato? L'inventore dello sgambetto. Ciò riassume la Grecia e la gloria.
Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza.
Nella disgrazia bisogna rispettare coloro che si sono rispettati nella grandezza.
Recita la tua parte - in quello vi è la gloria.
L'uomo destinato alla gloria non teme la povertà e la miseria perché sa che nella miseria il suo ingegno diverrà genio.
Poiché l'uomo è ragionevole deve bere; stato divino dell'esistenza è l'ebbrezza, nella gloria, nell'uva, nell'amore e nell'oro affonda la speranza di uomini e nazioni.