Irresponsabile della mia nascita, ho un alibi di ferro: non c'ero.- Gesualdo Bufalino
Irresponsabile della mia nascita, ho un alibi di ferro: non c'ero.
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
Un teatro era il paese, un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze.
Abituarsi a guardare la vita come una cosa d'altri, rubata per scherzo, da restituire domani. Convincersi ch'è uno sbaraglio per temerari, che la precauzione suprema è morire.
In ogni bestia folgorata da un fucile in un sottobosco si ritorna a punire l'innocenza di Gesù Cristo.
Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.
L'irresponsabilità aggrava le colpe e persino i crimini, checché se ne dica.