Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.- Gesualdo Bufalino
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
Tutti al mondo sono poeti, perfino i poeti.
Dalla grazia alla disgrazia, a piedi nudi, come in sogno.
Conviene a chi nasce molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
Sociologo è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori.
Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.
Non puoi sapere dove ti attenda la morte: perciò aspettala dovunque.
La morte acuisce i desideri.
Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte?
Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco.
Ahimè al cielo, ahimè alla luna sole e stelle mi portan fortuna! Io vivo per soffrire, e vorrei sol morire!
La maledizione del dover morire dovrà diventare una benedizione: che si possa ancora morire quando vivere è insopportabile.
La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo.
Vorrei andare a Limbiate al vecchio cimitero. La morte mi consola sempre. Credo in Dio e sento la sua pace.
La radice di qualsiasi schiavitù è la morte.
Finché ho un desiderio, ho una ragione per vivere. La soddisfazione è la morte.