Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.- Gesualdo Bufalino
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
Come la lettera rubata di Poe, la verità di un aforisma era sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ci aveva guardato.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
Nascere è umano, perseverare è diabolico.
Metà di me non sopporta l'altra e cerca alleati.
Ogni sguardo dello scrittore diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo.
Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa.
La vita fa l'analisi, la morte si incarica della sintesi.
Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita.
Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
Si nasce una sola volta, ma si muore per sempre.
Chi sa morire, non ha più padrone.
La morte è l'assoluto, è un mistero. Non bisogna averne paura, perché già il non sapere cosa succede dopo di lei è eccitante.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Vivere nuoce gravemente alla salute.
La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.