Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.- Gesualdo Bufalino
Morire. Non fosse che per fregare l'insonnia.
Scrivere è continuare, inseguire al di là della tenebra quel fanalino fuggente che è l'uomo.
Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.
Il dubbio è una passerella che trema fra l'errore e la verità.
Autunno, stagione sleale.
In alternativa al suicidio, che esige qualche virtù manuale e morale di difficile uso, ammutinarsi contro la vita.
La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo.
Non c'è niente di più errato del ritenere la morte simile al sonno. Perché dovrebbe esserlo se la morte non assomiglia al sonno? L'essenza del sonno è il destarsi da esso, ma dalla morte non ci si desta.
La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo.
I cimiteri sono pieni di gente di cui il mondo non poteva fare a meno.
La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi.
Il mio primo film era così brutto, che in sette stati americani aveva sostituito la pena di morte.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
La vita è una ciliegia La morte il suo nòcciolo L'amore il ciliegio.
L'angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere.
L'amicizia fa amare la vita, l'amore dà gusto alla morte.