Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.- Fabio Volo
Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
A volte anche quando non ci si ama più e ci si rende la vita impossibile a vicenda si continua a essere gelosi. E non ci si lascia solo per impedire ad altri di avvicinarsi.
Amo le labbra: le amo perché sono costrette a non toccarsi se vogliono dire "Ti odio" e obbligate a unirsi se vogliono dire "Ti amo".
Il coraggio di rischiare è il metro per misurare le persone.
Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare.
Forse c'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: la non voglia di sognare ancora.
È morto col sorriso sulle labbra. Altrui.
In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto!
Un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.
L'importante è che la morte mi colga vivo.