All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?- Ugo Foscolo
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Chiamiamo pomposamente virtù tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda e alla paura di chi serve.
Quaggiù la povertà è vergogna che nessun merito lava; è delitto non punito dalle leggi, ma perseguitato più crudelmente dal mondo.
Sciagurati coloro che, per non essere scellerati, hanno bisogno della religione.
La quiete si ha da sacrificare alla coscienza e all'onore.
Quell'istinto ispirato dall'alto che costituisce il genio non vive che nella indipendenza e nella solitudine.
Finché c'è morte c'è speranza.
La morte è dolce a chi la vita è amara.
Semplicemente per confortare chi prova spavento della morte, Gesù ha esternato la propria paura, perché ognuno sapesse che tale paura non lo induce in peccato, purché egli tenga duro.
Il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
Non ho mai capito chi dice la morte è normale, la morte è logica, tutto finisce quindi anch'io finirò. Io ho sempre pensato che la morte è ingiusta, la morte è illogica, e non dovremmo morire dal momento che si nasce.
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
Se, come ci assicurano, è prevista la vita eterna, perché deve esserci la morte?
Morire non è un crimine.