La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.- Marco Tullio Cicerone
La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.
La prudenza è la capacità di distinguere le cose da fare da quelle da evitare.
Nei dissensi civili, quando i buoni valgono più dei molti, i cittadini si devono pesare e non contare.
Il corpo, con l'esercizio, si stanca; la mente, invece, si rinvigorisce.
Gli uomini non capiscono che l'economia è una grande rendita.
La libertà soppressa e poi riconquistata è più dolce della libertà mai messa in pericolo.
Ci sono stelle morte che brillano ancora perché la loro luce è intrappolata nel tempo.
Quando Morte tra noi disciolse il nodo, Che prima avvinse il Ciel, Natura e Amore, Tolse agli occhi l' oggetto, il cibo al core, L' alme congiunse in più congiunto modo.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.
Un bel morir, tutta la vita onora.
Molti di noi percorrono la vita in punta di piedi, così da raggiungere la morte in tutta sicurezza.
È l'amore, non la ragione, che è più forte della morte.
La morte non è mai banale: è solennità, è mistero.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
La morte è questo: la completa uguaglianza degli ineguali.
Sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.