La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.- Marco Tullio Cicerone
La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.
Il saggio stesso formula spesso opinioni su ciò che non conosce, non di rado è in preda alla collera, cede alle preghiere e si calma, corregge talora se così è meglio le sue affermazioni e talora cambia parere; tutte le virtù sono temperate dal giusto mezzo.
L'acqua e il fuoco non ci sono utili in più circostanze che l'amicizia.
Chi guarda un vero amico, in realtà, è come se si guardasse in uno specchio.
Perfetta giustizia perfetta ingiustizia.
La vera gloria mette radice, anzi si estende, mentre tutte le false pretese cadono come fiori: una finzione non può durare.
La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desideri. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza.
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
Nonostante la vita sia un misto di dolore e tristezza, dobbiamo vivere aspettando la morte.
Che cos'è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l'idea che scomparirà in quell'attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un'ossessione.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Nessuno muore mai completamente, c'è sempre qualche cosa di lui che rimane vivo dentro di noi.
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
Chi non vuole morire non vuole vivere.
Ognuno deve morire, è vero, ma io ho sempre pensato che sarebbe stata fatta un'eccezione nel mio caso. E ora, che succede?
Solo per la morte noi siamo insostituibili.