La morte non bisogna né temerla né desiderarla.- Plutarco
La morte non bisogna né temerla né desiderarla.
Non vi è nulla di inespugnabile per chi sa osare.
Alcuni, per salvarsi dalla superstizione, finiscono col cadere in un ateismo rigido ed ostinato, varcando d'un balzo la vera religiosità, che sta nel mezzo.
Uno spartano domandò a un sacerdote che voleva confessarlo: «A chi devo confessare i miei peccati, a Dio o agli uomini?». «A Dio», rispose il prete. «Allora, ritirati, uomo».
Nulla di superfluo è mai a buon mercato, perché ciò di cui non si ha bisogno è caro ad un soldo.
La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto.
La morte è più potente dell'amore. È una sfida gettata all'esistenza.
Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, E perchi'io mora, o Morte acerba e ria, Sei mossa per ferir la donna mia, Col velenoso stral fiero e pungente.
I cimiteri sono pieni di gente di cui il mondo non poteva fare a meno.
Veder la china, il baratro profondo, la via senza ritorno, ultima via... Triste non è il tramonto, amica mia, triste è dover assistere al tramonto!.
Se la paura della morte è, in effetti, un'evidenza, altrettanto evidente è che questa paura, per quanto grande sia, non è mai stata in grado di contrastare le passioni umane.
Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi rincresce solo che non potrò scriverne.
Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.
Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi.
Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
Darei la vita per non morire.