Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.- Graham Greene
Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.
Preferisco avere sangue nelle mie mani piuttosto che acqua come Ponzio Pilato.
Oggi i temi della politica sembrano il più delle volte così... insomma, pettegolezzi da parrocchia.
Il cuore è una bestia della quale è prudente diffidare. Anche l'intelligenza è una bestia, ma per lo meno non parla d'amore.
Il mondo non è nero e bianco. Sembra di più nero e grigio.
Nella nostra infanzia c'è sempre un momento in cui una porta si apre e lascia entrare l'avvenire.
Ai lutti succedono presto o tardi eventi lieti, è legge della vita.
È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato.
La morte non ha sempre le orecchie aperte ai voti e alle preghiere dei singoli eredi; e si ha il tempo di fare i denti lunghi, quando, per vivere, s'aspetta la morte di qualcuno.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.
La morte è una cosa rapida, chiara, che non ammette compromessi.
Aveva paura di avere, in punto di morte, una paura da morire.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
Noi dovremmo piangere per gli uomini alla loro nascita, non alla loro morte.
Quando si nasce poeti, l'amore e la morte si fanno compagnia e tutti e due hanno le tasche bucate per non contare gli anni.