Il libro è l'oppio dell'Occidente.— Anatole France
Il libro è l'oppio dell'Occidente.
Il vero Dio è nel cuore del saggio.
Non conosco nessuna lettura più facile, più affascinante e deliziosa di un catalogo.
Un solo bel verso ha fatto all'umanità più bene di tutti i capolavori della tecnologia.
Le prostitute sono più vicine a Dio delle donne oneste: han perduto la superbia e non hanno più l'orgoglio. Non si gloriano di quel nulla di cui la matrona si onora. Posseggono l'umiltà, pietra angolare delle virtù gradite al Cielo.
Se il desiderio abbellisce tutte le cose su cui si posa, il desiderio dell'ignoto abbellisce l'universo.
Insegna l'adagio latino che bisogna guardarsi dall'uomo di un solo libro, ed ha ragione; ma bisogna anche guardarsi un qualche po' dall'uomo di troppi libri.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine.
L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.
I nemici dei buoni libri e del buon gusto non sono comunque coloro che disprezzano i libri, ma chi legge di tutto.
Un uomo che legge dovrebbe essere un uomo intensamente vivo. Il libro dovrebbe essere una palla di luce nelle sue mani.
Ci sono libri e giornali che fanno gli uomini pensatori in camera e sciocchi nel mondo.
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
I libri che il mondo chiama immorali sono i libri che mostrano al mondo la sua vergogna.