I ricchi sono mortalmente tenuti ad essere probi; i poveri, no.- Anatole France
I ricchi sono mortalmente tenuti ad essere probi; i poveri, no.
L'amore è come la devozione; viene tardi. Non si è né innamorate né devote a vent'anni, a meno che non si abbia una disposizione speciale, una specie di santità innata.
La vita insegna che non si è felici se non a prezzo di qualche ignoranza.
La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. È lei che c'insegna il senso della vita.
L'artista deve amare la vita e mostrarci quanto è bella. Senza di lui potremmo dubitarne.
Viaggiare ristabilisce l'armonia originale che un tempo esisteva tra l'uomo e l'universo.
La peggior povertà non è di chi non abbia abbastanza, ma di chi sempre desideri più che non ha.
Se la povertà è madre del crimine, la stupidità ne è il padre.
Paupertas artis omnis perdocet.
Era così povera che quando si mangiava le unghie apparecchiava la tavola. Spesso prendeva qualcosa di caldo: la febbre.
Dobbiamo pensare quanto più lieve dolore sia non avere che perdere: e comprenderemo che la povertà ha tanto meno materia di sofferenze quanto minore ne ha di danni.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
La povertà è una grande educatrice.
Chi ha paura della povertà non è degno d'avere la ricchezza.
Nessuno al mondo è più povero del ricco incapace di dissipare.
La borghesia illuminata considera il povero una miniera inesauribile di ricchezza e la sfrutta in modo che si dica poi che è un modo intelligente.