I ricchi sono mortalmente tenuti ad essere probi; i poveri, no.- Anatole France
I ricchi sono mortalmente tenuti ad essere probi; i poveri, no.
Solo le donne e i medici sanno quanto la menzogna sia necessaria e benefica agli uomini.
Le prostitute sono più vicine a Dio delle donne oneste: han perduto la superbia e non hanno più l'orgoglio. Non si gloriano di quel nulla di cui la matrona si onora. Posseggono l'umiltà, pietra angolare delle virtù gradite al Cielo.
Caso è forse lo pseudonimo di Dio quando non voleva firmare.
Il bene e il male non esistono che nell'opinione. Il saggio, come guida di comportamento, non ha che il costume e l'uso.
Contro lui stesso la sua impotenza è infinita.
Mi sono fatto strada dal nulla ad uno stato di estrema povertà.
C'è una povertà in questo tipo di vita, una povertà diversa da quella materiale di una volta. Una povertà interiore che, più che far paura, umilia. Umilia la grande ricchezza, la grande potenzialità che c'è in ognuno di noi.
Quello di essere poveri e di voler vivere da ricchi è un vizio molto diffuso.
"Ricco no" - disse - "sono un povero con soldi, che non è la stessa cosa."
La vera tragedia dei poveri è che non si possono permettere altro che l'abnegazione. I bei peccati, come tutte le cose belle, sono privilegio dei ricchi.
Quando la povertà bussa alla porta, l'amore salta dalla finestra.
Per farsi un amico ci vuole quasi una vita. Bisogna essere stati poveri insieme e qualche volta felici.
Era così povera che quando si mangiava le unghie apparecchiava la tavola. Spesso prendeva qualcosa di caldo: la febbre.
In un paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare.
Ogni bambino merita le migliori possibilità di riuscita, ognuno dovrebbe potere avere la possibilità di lavorare e nessuno dovrebbe crescere fra sofferenze e povertà. Io li definirei i principi associati ad ogni società civile e dignitosa.