Paupertas artis omnis perdocet.- Plauto
Paupertas artis omnis perdocet.
L'amore è fecondo di molto miele e di molto fiele.
Non con l'età ma con l'ingegno si raggiunge la sapienza.
La pazienza è il miglior rimedio per ogni guaio.
Il miglior amico è quello più vecchio possibile.
L'amore dà amarezza.
È una triste verità che perfino i grandi uomini hanno parenti poveri.
Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato.
Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Così facilmente s'acquisterebbe il vivere, se il desio di accumulare denari non impoverisse gli altri.
C'è una povertà in questo tipo di vita, una povertà diversa da quella materiale di una volta. Una povertà interiore che, più che far paura, umilia. Umilia la grande ricchezza, la grande potenzialità che c'è in ognuno di noi.
L'aspetto più atroce della povertà è costituito dal fatto che rende ridicoli.
Quando si pensa essere sì pochi che godono o per meglio dire monopolizzano i benefici della società incivilita e che tanti sono i sofferenti, non si può fare a meno di dubitare: se veramente la classe povera ritrae molto profitto dalla civiltà presente.
Bisognerebbe andare a scuola di povertà per contenere il disastro che la ricchezza sta producendo.
E' facile avere dei principi quando sei ricco. La cosa importante è avere dei principi quando sei povero.
È dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.