La povertà è una forma di alitosi spirituale.- George Orwell
La povertà è una forma di alitosi spirituale.
Fede e non fede sono suppergiù la stessa cosa purché facciamo ciò ch'è consueto, utile e accettabile.
Un uomo può iniziare a bere perché si sente un fallito, e diventarlo ancor più completamente perché beve.
A un membro del Partito non è consentito spostarsi di un millimetro dalla linea fissata, neanche in questioni del tutto irrilevanti.
Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente.
È il destino inevitabile del sentimentale. Tutte le sue opinioni mutano e si trasformano in quelle opposte al primo tocco della realtà.
È il povero che conta le sue pecore.
Dobbiamo pensare quanto più lieve dolore sia non avere che perdere: e comprenderemo che la povertà ha tanto meno materia di sofferenze quanto minore ne ha di danni.
La sola cosa che può consolare della povertà è la stravaganza.
La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli; quella dei ricchi dai loro genitori.
I poveri hanno un grande potenziale evangelizzatore da darvi.
Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.
I poveri sono i negri d'Europa.
Dovreste conoscere ciò che vuole dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile trovare un sorriso e il sorriso è il principio dell'amore.
La povertà non è un peccato.
È difficile non lagnarsi della povertà, mentre è facile non andare orgogliosi della ricchezza.