Chi ha paura della povertà non è degno d'avere la ricchezza.- Voltaire
Chi ha paura della povertà non è degno d'avere la ricchezza.
Più a lungo indugiamo sulle nostre sventure, più grande è il loro potere di farci del male.
La superstizione mette il mondo intero in fiamme, la filosofia le spegne.
A vergogna degli uomini, si sa che le leggi del gioco sono le sole che dappertutto siano giuste, chiare, inviolabili e osservate.
La tolleranza è necessaria così in politica come in religione: solo l'orgoglio ci fa essere intolleranti.
Ciò che chiamiamo caso non è e non può essere altro che la causa ignorata d'un effetto noto.
C'è una povertà in questo tipo di vita, una povertà diversa da quella materiale di una volta. Una povertà interiore che, più che far paura, umilia. Umilia la grande ricchezza, la grande potenzialità che c'è in ognuno di noi.
La povertà non porta infelicità, porta decadimento.
Quaggiù la povertà è vergogna che nessun merito lava; è delitto non punito dalle leggi, ma perseguitato più crudelmente dal mondo.
Era così povera che quando si mangiava le unghie apparecchiava la tavola. Spesso prendeva qualcosa di caldo: la febbre.
Il solo pensiero di una famiglia senza il necessario per vivere, mi da un'acuta sofferenza fisica. Io so, per averlo provato, che cosa vuol dire la casa deserta ed il desco nudo.
Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!
Chi si adatta bene alla povertà è ricco.
Il lusso, la spensieratezza e lo spettacolo consueto della ricchezza fanno quei ragazzi così belli, che si direbbero d'una pasta diversa da quella dei figli della mediocrità e della povertà.
Colui che ha sempre lottato con la povertà conosce quanto estremamente sia conveniente la povertà.
La peggior povertà non è di chi non abbia abbastanza, ma di chi sempre desideri più che non ha.