Chi ha paura della povertà non è degno d'avere la ricchezza.- Voltaire
Chi ha paura della povertà non è degno d'avere la ricchezza.
Quando s'intraprende una traduzione, occorre scegliere l'autore come si sceglierebbe un amico, ossia di gusto conforme al proprio.
L'amicizia è il matrimonio dell'anima, e il matrimonio è passibile di divorzio.
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.
La superstizione mette il mondo intero in fiamme, la filosofia le spegne.
Lasciate che vi dica una cosa. Non c'è nobiltà nella povertà. Sono stato un uomo povero, e sono stato un uomo ricco. E scelgo di essere ricco tutta la vita, dannazione!
La povertà è una cosa anormale per i ricchi. È difficile capire perché la gente che vuole la cena non suona il campanello.
La sofferenza dei poveri è nostra! E vogliamo sperare che questa nostra simpatia sia di per sé stessa capace di suscitare quel nuovo amore che moltiplicherà, mediante un'economia provvida e nuova al suo servizio, i pani necessari per sfamare il mondo.
Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede.
Dobbiamo pensare quanto più lieve dolore sia non avere che perdere: e comprenderemo che la povertà ha tanto meno materia di sofferenze quanto minore ne ha di danni.
I poveri hanno un grande potenziale evangelizzatore da darvi.
La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli; quella dei ricchi dai loro genitori.
Niente costa tanto caro come essere poveri.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
La povertà è la matrigna del genio.