Non che il suicidio sia sempre follia. Ma in genere non è in un accesso di ragione che ci si ammazza.- Voltaire
Non che il suicidio sia sempre follia. Ma in genere non è in un accesso di ragione che ci si ammazza.
Il fanatismo sta alla superstizione come il delirio alla febbre.
La patria è dove si vive felici.
Ama la verità, ma perdona l'errore.
Una volta che il fanatismo ha incancrenito il cervello, la malattia è quasi incurabile.
Ci sono, tra noi, dei ciechi, dei guerci, degli strabici, dei presbiti, dei miopi, uomini dalla vista acuta o confusa, o debole o instancabile. Tutto questo è un'immagine abbastanza fedele del nostro intelletto.
Il gusto del suicidio è un dono.
Il suicidio è la forma più sincera di autocritica.
Per la maggior parte della gente il suicidio è come la roulette russa.
Bene visse colui che poté morire come volle.
Non so se il celebre argomento epicureo (se c'è la morte non ci siamo noi e viceversa) sia perspicuo al suicida (se c'è il suicida non c'è Epicuro e viceversa) ma so per certo che non lo ha accontentato.
Le ore prima di un suicidio sono fatte di enorme presunzione ed egocentrismo.
Il suicidio richiede un destinatario o dei destinatari. Qualcuno che noi decidiamo di punire.
Non mi fare viaggiare, non mi spostare, sono salita qua sopra per togliermi.
Il solo crimine perfetto è il suicidio. Perché è unico e senza appello, al contrario dell'omicidio che deve ripetersi senza fine. Poiché realizza la confusione ideale tra il carnefice e la vittima.
Che fa sabato sera? - Occupata. Devo suicidarmi. - Allora venerdì sera?