Epitaffio del suicida: veni vidi fugi.- Alessandro Morandotti
Epitaffio del suicida: veni vidi fugi.
Il denaro è come l'aria. Finché c'è non te n'accorgi.
L'intenditore è uno che è riuscito a dare a intendere di intendersene.
L'uso della ragione più diffuso è di non farne uso.
Neppure l'ingiustizia è uguale per tutti.
Lo scettico non crede neppure nell'aldiqua.
Rimuginare su una vita troncata... è già una forma di suicidio... come tante altre.
Non sprecate il vostro suicidio, ammazzate prima qualcuno che vi è odioso.
Stima la vita al suo giusto valore chi l'abbandona per un sogno.
A volte sono striste perché penso che la vita da quando sono nato non è mai stata mia amica...
Non si vive meglio fuggendo dagli altri, nascondendosi, negandosi alla condivisione, se si resiste a dare, se ci si rinchiude nella comodità. Ciò non è altro che un lento suicidio.
Le tarme che scelgono il suicidio vanno a posizionarsi nella manica, sotto l'ascella.
Uno dei miti piú pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista.
Morire è essere totalmente altri. Per questo il suicidio è vigliaccheria; è offrirci completamente alla vita.
Disertore può chiamarsi il suicida.
Ci sono due tipi di cause extrasociali cui si può attribuire a priori un'influenza sul tasso dei suicidi: sono le disposizioni organico-psichiche e la natura dell'ambiente fisico.