Non mi fare viaggiare, non mi spostare, sono salita qua sopra per togliermi.- Erri De Luca
Non mi fare viaggiare, non mi spostare, sono salita qua sopra per togliermi.
La montagna è per me un luogo deserto dove si vede il mondo com'era senza di noi e come sarà dopo.
Tempo. Non so più che significa. Uno crede di averlo e poi si accorge che è il tempo a averti in pugno.
Tu sei più capace di vivere di me, di rispettare la vita che prosegue. Io non ci penso nemmeno.
Che ci faccio in montagna? Più ci vado e più mi accorgo di essere scarso. L'aumento di esperienza mi denuncia meglio i difetti. Conoscere non m'incoraggia, anzi mi pesa. L'esperienza accresciuta misura la mia insufficienza.
La poesia, che non è un'arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta.
Bisogna amarsi molto per suicidarsi.
Perché rinunciare? Perché arrendersi? Esiste al mondo una croce su cui valga la pena suicidarsi?
È un suicidio vivere all'estero. Ma come sarebbe essere a casa? Un persistente disfacimento.
La difficoltà di commettere suicidio sta in questo: è un atto di ambizione che si può commettere solo quando si sia superata ogni ambizione.
Ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.
Uno dei miti piú pericolosi è quello secondo il quale chi sta per suicidarsi diventa sempre positivo e generoso e altruista.
È da ritenere piuttosto fortunato chi può permettersi di morire quando vuole.
Lo stoicismo, religione che ha un unico sacramento: il suicidio.
Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé.
E' ottimista. Crede che dipenda da lui quando vuole suicidarsi.