Nessuna società può essere felice se la sua maggior parte è povera e miserabile.- Adam Smith
Nessuna società può essere felice se la sua maggior parte è povera e miserabile.
Nella corsa alla ricchezza, agli onori e all'ascesa sociale, ognuno può correre con tutte le proprie forze, per superare tutti gli altri concorrenti. Ma se si facesse strada a gomitate o spingesse per terra uno dei suoi avversari, l'indulgenza degli spettatori avrebbe termine del tutto.
Il disprezzo del rischio, e la presuntuosa speranza di successo, non sono in nessun periodo della vita così attivi come nell'età in cui i giovani scelgono le loro professioni.
C'è una grande quantità di rovina in una nazione.
L'odio e la rabbia sono il più grande veleno della felicità d'uno spirito buono.
Soltanto il lavoro, non variando mai nel suo valore, è quindi la sola, ultima e reale misura con la quale il valore di tutte le merci può in ogni tempo e luogo essere stimato e confrontato.
Chi pensa di potersi permettere di essere negligente non è lontano dalla povertà.
Ai poveri è proibito fare all'amore!
Per farsi un amico ci vuole quasi una vita. Bisogna essere stati poveri insieme e qualche volta felici.
È bello essere poveri anche perché quando ti avvicini ai settant'anni i tuoi figli non cercano di dichiararti non sano di mente per prendere il controllo delle tue proprietà.
La povertà è una grande educatrice.
L'età in cui si divide tutto, è quella in cui non si possiede nulla.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
L'amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia.
I ricchi non possono vivere su un'isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità.
La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli; quella dei ricchi dai loro genitori.