Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.- Gesualdo Bufalino
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
A frenarmi dall'ammazzare qualcuno sarebbe, prima d'ogni remora morale, l'inettitudine. Quanto a me, volessi anche ammazzarmi, mi servirebbe un liberto.
C'è chi viaggia per perdersi, c'è chi viaggia per trovarsi.
L'amore spesso è soltanto un prestito con cauzione.
Psicoanalisi. Dietrologia che spiega i rimossi dell'analista assai più che del paziente.
Ogni sguardo dello scrittore diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo.
È quasi uguale uccidere un uomo che uccidere un buon libro. Chi uccide un uomo uccide una creatura ragionevole, immagine di Dio; ma chi distrugge un buon libro uccide la ragione stessa, uccide l'immagine di Dio nella sua stessa essenza.
Un tempo i libri erano scritti dagli uomini di lettere e letti dal pubblico. Oggi li scrive il pubblico e non li legge nessuno.
Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente.
Un libro fatto è un istante passato, un gradino che ci ha servito per portarci più in alto.
A che serve un libro senza dialoghi né figure?
Un monaco dovrebbe certo amare i suoi libri con umiltà, volendo il ben loro e non la gloria della propria curiosità: me quello che per i laici è la tentazione dell'adulterio e per gli ecclesiastici regolari è la brama di richezze, questa per i monaci è la seduzione della conoscenza.
Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
I libri che il mondo chiama immorali sono i libri che mostrano al mondo la sua vergogna.
Ogni libro che aprite ha la sua o le sue lezioni da offrirvi, e abbastanza spesso i libri brutti hanno da insegnarvi di più di quelli belli.
Il giornalismo è un viaggio all'esterno di se, i libri sono un viaggio dentro di se.