A volte capita a noi come ai libri: ci troviamo nel posto sbagliato.- Carlo Gragnani
A volte capita a noi come ai libri: ci troviamo nel posto sbagliato.
Malessere o non essere? Questo è il problema.
Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
Mi scrive l'amica di Londra: "A giudicare da certi cimiteri ci sarebbe da pensare che noi trattiamo i nostri cari meglio da morti che da vivi.
Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
Non vi sono libri morali o libri immorali. Vi sono libri scritti bene e libri scritti male, e nient'altro.
I libri condussero alcuni alla saggezza, altri alla follia.
Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente.
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
I libri più vecchi per chi non li ha letti sono appena usciti.
Qualche libro lo si legge col sentimento di fare un'elemosina all'autore.
Un vero libro è sempre arduo, anche quando sembra linguisticamente e concettualmente semplice.
C'è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l'ultimo.
I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori.