La morale è la debolezza del cervello.- Arthur Rimbaud
La morale è la debolezza del cervello.
L'ardore dell'estate fu affidato a uccelli muti e l'indolenza richiesta a una barca di lutti senza prezzo attraverso anse di amori morti e profumi estenuati.
Quando hai diciassette anni non fai veramente sul serio.
Solo l'Amore divino conferisce le chiavi della conoscenza.
Ora posso dire che l'arte è una sciocchezza.
Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto.
La carne tenera finisce per fare i vermi.
Le nostre debolezze: le nostre forze.
Mai illudersi di essere forti, di saper padroneggiare la propria vita, di riuscire a fare la scelta migliore.
Kafka: grida di impotenza in dieci potenti volumi.
È meglio farsi nemico un debole che averlo per amico.
L'emozione è il linguaggio attraverso cui si comunica con sincerità, mettendosi a nudo, senza timore di mostrarsi fragili e indifesi, perché la fragilità è la nostra forza, in un mondo trascinato dalla ragione verso la competizione estrema.
Un nemico rappresenta sempre il nostro lato debole. Può essere la paura del dolore fisico ma anche la sensazione prematura della vittoria, oppure il desidero di abbandonare il combattimento pensando che non ne valga la pena.
Le cose belle della vita ci rendono più vulnerabili, poiché attutiscono le nostre difese naturali.
Le parole fragili sono parole portatrici di significati inattesi e trascendenti, luminosi e oscuri, umbratili e crepuscolari.
Se il potere era un'illusione, non lo era anche necessariamente la debolezza?