D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.- Italo Calvino
D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
La menzogna non è nel discorso, è nelle cose.
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
L'inconscio è l'oceano dell'indicibile, di tutto ciò che è stato espulso dalla terra del linguaggio, rimosso come risultato di un'antica proibizione.
Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
Un'assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre.
Una città è come un animale. Possiede un sistema nervoso, una testa, delle spalle e dei piedi. Ogni città differisce da tutte le altre: non ce ne sono due uguali.
Non si può conoscere con l'esperienza una grande città: la sua vita è troppo complessa perché un qualsiasi individuo possa parteciparvi.
Le città parlano a chi sa interpretare le tracce residue del passato.
Le città non sono solo scambi di merci: sono scambi di gesti, parole, emozioni, memorie, tempo, saperi.
C'è un modo colpevole di abitare la città: accettare le condizioni della bestia feroce dandogli in pasto i nostri figli.
Le città al pari delle foreste, hanno antri in cui si nasconde tutto ciò che esse hanno di più cattivo e di più terribile. Solo che, nella città, ciò che si nasconde così è feroce, immondo e misero, cioè brutto; nelle foreste, ciò che si nasconde è feroce, selvaggio e grande, cioè bello.
La città è il cibo preferito dei cani.