Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.- Italo Calvino
Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.
Anche questo è un vantaggio del correre rispetto agli altri sport: ognuno va per conto suo e non ha da rendere conto agli altri.
Ogni volta (spesso) che mi accade di non capire qualche cosa, istintivamente mi prende la speranza che sia di nuovo la volta buona, e che io torni a non capire più niente, a impossessarmi di quella saggezza diversa, trovata e perduta nel medesimo istante.
Ogni tanto mi accorgo che la penna ha preso a correre sul foglio come da sola, e io a correrle dietro.
La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere.
A volte ci si sfama anche con gli occhi.
Gli occhi? Si dice che siano lo specchio dell'anima; ma, se si pensa alla falsità dei rapporti umani, se ne deve dedurre che essi servano più per spiare gli altri che per rivelare se stessi.
Se non alzi gli occhi, crederai di essere nel punto più alto.
Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto.
L'occhio è il punto in cui si mescolano anima e corpo.
Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.
L'occhio tiene di più della pancia.
Gli occhi ti dicono quello che uno è; la bocca quello che è diventato.
Gli unici occhi belli sono quelli che vi guardano con tenerezza.