Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.- Italo Calvino
Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi.
I rivoluzionari sono più formalisti dei conservatori.
Ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza si perpetua il richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'è aperta sotto una coppia di esseri umani.
Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.
D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.
A volte ci si sfama anche con gli occhi.
Gli occhi stanchi di pianto sono i più degni di riposarsi nella contemplazione del cielo.
Se non alzi gli occhi, crederai di essere nel punto più alto.
Gli occhi? Si dice che siano lo specchio dell'anima; ma, se si pensa alla falsità dei rapporti umani, se ne deve dedurre che essi servano più per spiare gli altri che per rivelare se stessi.
Non ha solo occhi che vedono, ha occhi che fanno vedere.
Gli occhi ti dicono quello che uno è; la bocca quello che è diventato.
Quando si tratta di leggere negli occhi di una donna, la maggior parte degli uomini è analfabeta.
Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.
L'occhio tiene di più della pancia.