Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell'uomo.- Italo Calvino
Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell'uomo.
Leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere.
Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.
La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione.
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
Si sente solo e sperduto in quella storia di sangue e corpi nudi che è la vita degli uomini.
Il cavaliere non pretenderà di vincere la paura del suo cavallo, se non sia certo di aver vinto, anzitutto, la propria!
La paura non può essere senza speranza né la speranza senza paura.
Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
L'unica cosa di cui aver paura è la paura.
L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.
La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ciò che desideriamo e ciò che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto.
Il perdono libera l'anima e cancella la paura.
La paura uccide sempre l'amore. Persino l'amore di una madre.
La paura si impadronisce degli uomini perché essi vedono accadere sulla terra molte cose delle quali non riescono a cogliere la causa e quindi la attribuiscono a una divinità.
Ho capito che la paura rende soli. E io finora, grazie a te non lo sono mai stata.