Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell'uomo.- Italo Calvino
Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell'uomo.
Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto.
Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
Di fatto, ogni silenzio consiste nella rete di rumori minuti che l'avvolge: il silenzio dell'isola si staccava da quello del calmo mare circostante perché era percorso da fruscii vegetali, da versi d'uccelli o da un improvviso frullo d'ali.
Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere: l'estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.
La paura è un meccanismo di difesa che ci permette di avere coscienza di un pericolo e quindi di mettere in atto risposte per evitarne le conseguenze.
L'interesse e la paura sono i principi della società.
Gli stronzi rinsaviscono giusto il tempo che dura la paura.
Il coraggio è il superamento della paura.
Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.
Il potere non corrompe. La paura corrompe, forse la paura di perderlo.
L'affermazione costante di credere è un indizio di paura.
Per colui il cui pensiero non divaga, la cui mente non è trascinata, che ha abbandonato bene e male, per colui che è vigilante, per costui non esiste la paura.
La paura nasce più tosto che altra cosa.
I generali non lottano con la paura della truppa, preferiscono tenerla occupata.