Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.- Italo Calvino
Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno.
L'eccessiva ambizione dei propositi può essere rimproverabile in molti campi d'attività, non in letteratura. La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d'ogni possibilità di realizzazione.
In fondo a ognuno di quegli occhi abitavo io, ossia abitava un altro me, una delle immagini di me.
Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto.
Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere: l'estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Dove bruciano libri, prima o poi qualcuno accenderà un televisore.
Ci sono libri e giornali che fanno gli uomini pensatori in camera e sciocchi nel mondo.
Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.
Si pubblicano libri con caratteri sempre più piccoli. Immagino la fine della letteratura: a poco a poco, senza che nessuno se ne accorga, i caratteri rimpiccioliranno fino a diventare completamente invisibili.
I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.
Ogni libro che aprite ha la sua o le sue lezioni da offrirvi, e abbastanza spesso i libri brutti hanno da insegnarvi di più di quelli belli.
Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo.
Non basta avere molti libri, bisogna anche spolverarli.
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto.
Il buon lettore fa il buon libro.