Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.- Italo Calvino
Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita.
Ogni tanto mi accorgo che la penna ha preso a correre sul foglio come da sola, e io a correrle dietro.
Il luogo ideale per me è quello in cui è più naturale vivere da straniero.
Ci sono quelli che si condannano al grigiore della vita più mediocre perché hanno avuto un dolore, una sfortuna; ma ci sono anche quelli che lo fanno perché hanno avuto più fortuna di quella che si sentivano di reggere.
Io credo alla pedagogia repressiva. Mi rendo conto di essere molto antiquato in questo, ma continuo ad essere convinto che resti il miglior metodo d'educazione alla cultura.
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
È un viaggio per viandanti pazienti, un libro.
Il tuo classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui.
Per capire la differenza che esiste tra leggere un racconto su internet o su un libro, basta chiudere gli occhi e mettere il palmo della mano, prima sullo schermo e poi sulla pagina del libro. Il contatto con la carta, anche detto "libridine", ci fa capire la differenza.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine.
Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato nello stesso tempo.
Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.
Il buon lettore fa il buon libro.
Di libri basta uno per volta, quando non è d'avanzo.