L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.- Italo Calvino
L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.
Viviamo in un paese dove si verificano sempre le cause e non gli effetti.
Ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza si perpetua il richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'è aperta sotto una coppia di esseri umani.
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
La menzogna non è nel discorso, è nelle cose.
Neppure noi sapevamo d'essere al mondo.
Non ha solo occhi che vedono, ha occhi che fanno vedere.
Gli occhi molto belli sono insostenibili, bisogna guardarli sempre, ci si affoga dentro, ci si perde, non si sa più dove si è.
Quando si tratta di leggere negli occhi di una donna, la maggior parte degli uomini è analfabeta.
Gli occhi che piangono di più sono anche quelli che vedono meglio.
L'occhio è il punto in cui si mescolano anima e corpo.
Gli occhi stanchi di pianto sono i più degni di riposarsi nella contemplazione del cielo.
Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l'uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi.
Gli occhi ti dicono quello che uno è; la bocca quello che è diventato.
A volte ci si sfama anche con gli occhi.