Neppure noi sapevamo d'essere al mondo.- Italo Calvino
Neppure noi sapevamo d'essere al mondo.
Non c'è notte di luna in cui negli animi malvagi le idee perverse non s'aggroviglino come nidiate di serpenti, e in cui negli animi caritatevoli non sboccino gigli di rinuncia e dedizione.
Questo che voi chiamate ordine è uno sfilacciato rattoppo della disgregazione.
In fondo a ognuno di quegli occhi abitavo io, ossia abitava un altro me, una delle immagini di me.
È classico ciò che tende a relegare l'attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno.
Ci dovrebbe essere un tempo nella vita adulta dedicato a rivisitare le letture più importanti della gioventù. Se i libri sono rimasti gli stessi noi siamo certamente cambiati, e l'incontro è un avvenimento del tutto nuovo.
Più potente di qualsiasi slogan di successo mai scritto da mano umana è la realizzazione di ogni uomo che non ha che un solo capo. Quel capo è l'uomo, lui, egli stesso.
Una cosa stimabile non può essere apprezzata degnamente se non da quelli che ne conoscono il valore.
Quello che dovresti fare oggi, dovrebbe essere fatto nel modo in cui avresti voluto che venisse fatto il giorno dopo.
La solidarietà nasce dalla consapevolezza di un'identica fine.
La mia aggressività è un'aberrazione, un difetto di cui non vado particolarmente fiero.
Quando si consegue la calma interiore propria di una visione generale, l'essenziale si scinde dal non essenziale.
Il vero artista si comporta come un uccello posatosi su un fragile ramo che lo sente cedere sotto il suo peso ma canta ugualmente perché sa di avere le ali.
Una morte fa sì che i vivi vedano troppo chiaramente se stessi; dopo essere stati alla sua presenza, acquistano proporzioni eccessive.
Le conversazioni sarebbero enormemente migliorate dal costante uso di quattro semplici parole: Io non lo so.
Quando nessuno crede in te, sei tu che devi credere in te stesso!