Neppure noi sapevamo d'essere al mondo.- Italo Calvino
Neppure noi sapevamo d'essere al mondo.
Un gentiluomo [...] è tale stando in terra come stando in cima agli alberi [...] se si comporta rettamente.
Il genere umano è una zona del vivente che va definita circoscrivendone i confini.
Beati quelli il cui atteggiamento verso la realtà è dettato da immutabili ragioni interiori!
Che vale aver rischiato la vita, quando ancora della vita non conosci il sapore?
Non c'è certezza fuori dalla falsificazione.
Spesso si riconosce la felicità solo dopo averla persa.
È meglio essere tradito davvero, che saperlo sì e no.
Ogni uomo deve a se stesso (ed ai suoi amici) un periodo di totale isolamento in una baracca di quando in quando, se non altro per scoprire quale cattiva compagnia egli possa essere.
È crudele scoprire la propria mediocrità solo quando è troppo tardi. Non migliora il carattere.
La vita sarà sempre piena di sfide. E' meglio prenderne atto e decidere di vivere felici comunque.
Quando la vostra attenzione si muove verso l'Adesso, vi è uno stato di vigilanza. È come se vi foste risvegliati da un sogno, il sogno del pensiero, il sogno del passato e del futuro. Così chiaro, così semplice. Non vi è spazio per creare problemi. Solamente questo momento. Così come è.
Il primo passo verso la libertà è la consapevolezza.
Un popolo esiste soltanto in virtù della coscienza che ha della propria esistenza. Ci sono trecento milioni di cinesi; ma non lo sanno. Finché non si saranno contati, non conteranno.
L'oceano è salato mentre anneghi e, anche sapendolo, sei annegato lo stesso?
C'erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.