Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.- Italo Calvino
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
Viaggiando ci s'accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti.
C'è un modo colpevole di abitare la città: accettare le condizioni della bestia feroce dandogli in pasto i nostri figli.
Io credo alla pedagogia repressiva. Mi rendo conto di essere molto antiquato in questo, ma continuo ad essere convinto che resti il miglior metodo d'educazione alla cultura.
Le imprese che si basano su di una tenacia interiore devono essere mute e oscure; per poco uno le dichiari o se ne glori, tutto appare fatuo, senza senso o addirittura meschino.
Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.
I libri più vecchi per chi non li ha letti sono appena usciti.
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Ogni libro è anche la somma dei malintesi di cui è l'occasione.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
Il libro è l'oppio dell'Occidente.
Il libro che per primo meriterebbe di essere proibito è il catalogo dei libri proibiti.
Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.
Un libro dev'essere un cordiale. Se non vi tonifica, gettatelo via.
I libri vanno letti con la stessa cura e con la stessa riservatezza con cui sono stati scritti.
Non vi sono libri morali o libri immorali. Vi sono libri scritti bene e libri scritti male, e nient'altro.