Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.- Italo Calvino
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
Anche per chi ha passato tutta la vita in mare c'è un'età in cui si sbarca.
Chi vuole guardare bene la terra deve tenersi alla distanza necessaria.
Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.
I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: "Sto rileggendo..." e mai "Sto leggendo...".
È classico ciò che tende a relegare l'attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno.
Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.
Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.
Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.
Un libro capace di trasformare il lettore. Ogni scrittore aspira a questo risultato, anche se non è credibile che esso possa essere ottenuto da "un" solo libro.
I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine.
Il libro ti muta nell'essenza.
Se vogliamo moltiplicarci, non dobbiamo agire, fuggire, viaggiare in India o a Tahiti, ma scegliere un libro nuovo nella frusciante foresta di pagine che avvolge i muri della nostra stanza.
Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.
I libri sono l'alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia.