Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.- Italo Calvino
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
I romanzi lunghi scritti oggi forse sono un controsenso: la dimensione del tempo è andata in frantumi, non possiamo vivere o pensare se non spezzoni di tempo che s'allontanano ognuno lungo una sua traiettoria e subito spariscono.
L'eros è un programma che si svolge nei grovigli elettronici della mente.
Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo.
Io credo alla pedagogia repressiva. Mi rendo conto di essere molto antiquato in questo, ma continuo ad essere convinto che resti il miglior metodo d'educazione alla cultura.
L'inconscio è il mare del non dicibile, dell'espulso fuori dai confini del linguaggio, del rimosso in seguito ad antiche proibizioni.
Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
È nella ricerca delle risposte che nascono i libri.
Leggere fa bene, ma può fare anche male, diciamo la verità. I libri sono come le medicine o come qualunque altro medium: vanno presi con cautela.
Un classico è qualcosa che tutti vorrebbero aver letto e nessuno vuol leggere.
Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne.
Gli uomini non capiscono i libri finché non hanno vissuto un po', o in ogni caso, nessun uomo capisce un libro profondo finché non ha visto o vissuto almeno parte del contenuto di esso.
La cenere del passato ha la sua fenice, il libro.
I libri specialmente, che ora per lo più si scrivono in minor tempo che non ne bisogna a leggerli, vedete bene che, siccome costano quel che vagliono, così durano a proporzione di quel che costano.
Ciò che è stato scritto senza passione, verrà letto senza piacere.
Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato nello stesso tempo.