Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.- Torquato Tasso
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
Ché fortuna qua già varia a vicenda mandandoci venture or triste or buone, ed a i voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.
Ché nel mondo mutabile e leggiero costanza è spesso il variar pensiero.
Ben gioco è di fortuna audace e stolto por contra il poco e incerto il certo e 'l molto.
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
L'umanità si divide in due categorie: quelli che s'alzan tardi e quelli che s'alzan presto.
Il giorno dormiamo e la notte ci divertiamo!
Tasso: Che rimedio potrebbe giovare contro la noia? Genio: Il sonno, l'oppio, e il dolore. E questo è il più potente di tutti: perché l'uomo, mentre patisce, non si annoia per niuna maniera.
Dormo su un'amaca appesa alle travature della stiva, dondolo sopra la sala macchine. Ho quarant'anni e un sonno duro da prendere a calci per farlo smettere. Mi chiamano il morto, nessuno dorme dove riesco io. Nessuno sa da quanta vita non dormo.
A casa nostra abbiamo tutti il proprio letto, solo papà deve dormire dalla mamma.
Chi dorme non sente il mal di denti.
Non è tempo di dormire perché il Paradiso non è fatto per i poltroni.
Russare è sorbire rumorosamente minestra di sogni.
Conosci la paura di chi si addormenta? È terrorizzato dalla cima dei capelli perché il terreno gli frana sotto i piedi e il sogno ricomincia.
Non è questione di coraggio. E' che preferisco dormire. E sognare. Già: e sognare.