Il dio della guerra odia coloro che esitano.- Euripide
Il dio della guerra odia coloro che esitano.
Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro.
Il silenzio per i saggi è una risposta.
Poco importa per chi è morto avere suntuosi funerali: sono vane pompe che lusingano solo la vanità dei superstiti.
Il pensiero successivo è immancabilmente più saggio.
Solo i morti hanno visto la fine della guerra.
Nella pace nulla di meglio per diventare un uomo che la tranquillità e l'umiltà, ma se tu senti il soffio della guerra allora imita la tigre, indurisci i tuoi muscoli, eccita il tuo sangue, nascondi la tua lealtà sotto la fredda rabbia e infine dà al tuo sguardo l'orribile splendore.
Di tutte le religioni dell'uomo, la guerra è la più tenace; ma anch'essa può dissolversi.
Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla.
La guerra, sola igiene del mondo.
Se esistesse una legge internazionale che obbligasse ogni capo di Stato che dichiarasse guerra a scendere in campo con tutti i suoi consiglieri per combatterla in prima linea accanto ai soldati, nel mondo ci sarebbe sicuramente qualche guerra in meno e, forse, anche qualche pacifista in piú.
La guerra consente di liberare, legittimamente, l'aggressività naturale, e vitale, che è in ciascuno di noi. È evasione dal frustrante tran tran quotidiano, dalla noia, dal senso di inutilità e di vuoto che, soprattutto nelle società opulente, ci prende alla gola.
Vi sono due cose che un popolo democratico farà sempre con grande fatica: cominciare una guerra e finirla.
In guerra, la massima 'la sicurezza innanzi tutto' porta diritto alla rovina.
La prossima guerra mondiale sarà combattuta con le pietre.