Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!- Stanislaw J. Lec
Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!
Il pesce diventa colpevole quando inghiotte l'amo: proprietà altrui.
Poveretto è chi non vede le stelle senza una botta in testa.
Nella storia contano anche i fatti non avvenuti.
All'inferno il diavolo è un eroe positivo.
È di un'ignoranza enciclopedica.
La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
Il temere la morte altro non è che parere sapienti senza esserlo, cioè a dire credere di sapere ciò che si ignora; poiché nessuno sa se la morte, che l'uomo teme come se conoscesse già che è il maggiore di tutti i mali, non sia invece per essere il più gran bene.
La più gran soddisfazione che si possa dare al prossimo e che poi senza nessun dubbio ci procura le maggiori lodi, è quella di morire.
Ahimè al cielo, ahimè alla luna sole e stelle mi portan fortuna! Io vivo per soffrire, e vorrei sol morire!
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
Della morte questo deve essere detto: per lei, non c'è bisogno di scendere dal letto. Ovunque ti capiti di stare, sta sicuro che gratis te la verranno a portare.
La morte non è un evento estremo e conclusivo, è un elemento della vita con il quale noi tutti coabitiamo.
A me la morte fa una gran paura, si lasciano troppi sorrisi, troppe mani, troppi occhi.
Il giorno che temiamo come ultimo è soltanto il nostro compleanno per l'eternità.