A me la morte fa una gran paura, si lasciano troppi sorrisi, troppe mani, troppi occhi.- Augusto Daolio
A me la morte fa una gran paura, si lasciano troppi sorrisi, troppe mani, troppi occhi.
Quando non ho voglia di disegnare ho voglia di scrivere, quando non ho voglia di scrivere e non ho voglia di disegnare ho voglia di viaggiare.
Se canti solo con la voce, prima o poi dovrai tacere. Canta con il cuore, affinché tu non debba mai tacere.
Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.
Notare nei cimiteri il grande rispetto della morte da parte di gente che non ha rispetto per la vita.
La morte viene silenziosa come un alce, dai vivi ci separa con il taglio di una falce.
Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
La morte è il riconoscimento della fraternità, della comune natura filiale. Forse è la strada per accogliere l'idea di creazione divina che mi riesce tanto difficile.
Il pensiero più fastidioso e più affliggente che si possa avere, vivendo: quello della morte.
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
Il corpo e la sua morte restano i più grandi pensatori.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.