Che cosa non mi piace della morte? Forse l'ora.- Woody Allen
Che cosa non mi piace della morte? Forse l'ora.
Sono sempre ossessionato dal pensiero della morte: v'è una vita nell'aldilà? E se c'è, mi potranno cambiare un biglietto da cinquanta?
Non sono i sei milioni di ebrei che mi preoccupano, è che i record sono fatti per essere battuti.
Non credo nei rapporti extra-coniugali. Credo che le persone dovrebbero accoppiarsi a vita, come i piccioni e i cattolici.
Non ho paura di morire. E' solo che non vorrei essere lì quando questo succede.
Mi stavo abituando a mettere mia moglie sotto un piedistallo.
Quando un uomo muore, non viene strappato un capitolo dal libro, ma viene tradotto in una lingua migliore.
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
La natura ci destinò per medicina di tutti i mali la morte.
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l'importante è morire con dignità, saggezza e coraggio.
Il problema più importante, quello della morte, è trattato sempre e solo da incompetenti. Non conosciamo il parere di nessun esperto.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
Prima di morire voglio sentire l'urlo di una farfalla.
La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all'improvviso.