La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.- Jorge Luis Borges
La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.
A quel tempo, cercavo i tramonti, i sobborghi e l'infelicità; ora cerco i mattini, il centro e la serenità.
Non riesco a dormire se non sono circondato da libri.
Con ogni addio impari. E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. E inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.
C'è chi cerca l'amore di una donna per dimenticarsi di lei, per non pensare più a lei.
L'unica cosa senza mistero è la felicità, perché si giustifica da sé.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Gli uomini, fuggendo la morte, l'inseguono.
Morire non mi piace per niente. È l'ultima cosa che farò.
Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.
La nostra vita scaturisce dalla morte degli altri.
Poi c'hai del sangue mio sete si ardente, E perchi'io mora, o Morte acerba e ria, Sei mossa per ferir la donna mia, Col velenoso stral fiero e pungente.
La morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza.
Se la paura della morte è, in effetti, un'evidenza, altrettanto evidente è che questa paura, per quanto grande sia, non è mai stata in grado di contrastare le passioni umane.
Mi chiede: "Fa molto male morire? " "Beh, tesoro," rispondo, "sì, ma fa molto più male continuare a vivere".
"Dopo che è morta, l'ho amata". È la storia di ogni vita, e di ogni morte.