La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.- Jorge Luis Borges
La morte è un'usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.
Un uomo può essere nemico di altri uomini, di altri momenti di altri uomini, ma non d'un paese: non di lucciole, di parole, di giardini, di corsi d'acqua, di tramonti.
Chi dice che l'arte non deve propagandare dottrine si riferisce di solito a dottrine contrarie alle sue.
Gradiva le differenze: forse per questo viaggiò tanto.
Leggere è un'attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
Non c'è adulto che, esaminato bene, non sia nevrotico.
Che cos'è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l'idea che scomparirà in quell'attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un'ossessione.
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
Se si potesse scontare la morte dormendola a rate!
Morte non essere superba, anche se molti ti hanno chiamata Terribile e potente, perché, tu non lo sei, Perché, quelli che tu decidi, tu li abbatti Non morire, povera morte.
È la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola.
Se guardiamo i vantaggi, la morte è una delle poche cose che può essere fatta semplicemente standosene sdraiati.
La morte è una ladra che non si presenta mai di sorpresa.
L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.
Darei la vita per non morire.
L'uomo morendo salda tutti i debiti.