Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.- Lalla Romano
Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.
Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).
La sapienza è qualcosa di superiore alla filosofia, non so se in senso religioso, ma essa è per me il massimo che possa esserci nell'uomo.
Solo i miracoli sono reali, solo le favole sono vere.
La violenza resta per me un grosso problema. Forse deriva da quel cieco bisogno dell'essere non civilizzato, che non sente abbastanza il rispetto di sé e degli altri. Ma quello che è ancora più pauroso è la violenza collettiva o quella violenza che si ammanta di legge, la dittatura.
In amore un silenzio vale più di un discorso.
Il silenzio delle labbra cucite non è silenzio. Si può raggiungere lo stesso risultato tagliandosi la lingua, ma nemmeno quello sarebbe silenzio. È silenzioso colui che, potendo parlare, non proferisce alcuna parola inutile.
Di fatto, ogni silenzio consiste nella rete di rumori minuti che l'avvolge: il silenzio dell'isola si staccava da quello del calmo mare circostante perché era percorso da fruscii vegetali, da versi d'uccelli o da un improvviso frullo d'ali.
Forse solo il silenzio esiste davvero.
Persino nel suo silenzio c'erano errori linguistici.
La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio.
Sogna in silenzio, ma vivi ad alta voce.
Bisogna concentrare l'attenzione dello spirito, non lasciarsi assorbire dalla vita di superficie, stabilire in ogni giornata una zona di silenzio, affinare la sensibilità dell'anima.
Non si può servire meglio il Verbo che tacendo e ascoltando.
Il silenzio è uno degli argomenti più difficili da contestare.