Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.- Lalla Romano
Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.
Nello stesso momento che le cose acquistano valore, perdono il loro valore.
Nel silenzio si cerca di capire.
Temo il dolore fisico in quanto penso che esso possa limitare la mia libertà. Ho paura di non saperlo sopportare.
La violenza resta per me un grosso problema. Forse deriva da quel cieco bisogno dell'essere non civilizzato, che non sente abbastanza il rispetto di sé e degli altri. Ma quello che è ancora più pauroso è la violenza collettiva o quella violenza che si ammanta di legge, la dittatura.
La morte è il riconoscimento della fraternità, della comune natura filiale. Forse è la strada per accogliere l'idea di creazione divina che mi riesce tanto difficile.
Oggi la parola «casino» è sinonimo di «chiasso», eppure, credetemi, non esiste al mondo luogo più silenzioso di un casino durante le prime ore del mattino: le ragazze dormono, il telefono non squilla, i clienti non possono entrare e tutto è silenzio.
Se non rimane altro bisogna urlare. Il silenzio è un autentico delitto contro il genere umano.
Io non posseggo nulla se non questa tunica e il silenzio che nessuno può comprare.
In amore un silenzio vale più di un discorso.
Il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi.
Silenzio: splendore dei forti, rifugio dei deboli.
La lingua è magari un membro indisciplinato ‐ ma il silenzio avvelena l'anima.
Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore tra due insondabili silenzi.
La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello.