La strada che porta alla conoscenza è una strada che passa per dei buoni incontri.- Baruch Spinoza
La strada che porta alla conoscenza è una strada che passa per dei buoni incontri.
E' dunque il timore la causa che genera, mantiene ed alimenta la superstizione.
Se amiamo qualcuno che in precedenza odiavamo, lo faremo con un amore molto più grande rispetto al non aver mai odiato prima.
Il desiderio è l'essenza dell'uomo.
Il credo di ognuno va ritenuto santo o empio solo in ragione dell'obbedienza o della riottosità e non in ragione della verità o della falsità.
Chi parla così, parla sotto l'influsso di un pregiudizio determinato dalle passioni, oppure teme a tal punto di essere confutato dai filosofi e di essere quindi esposto alla pubblica derisione, da cercar rifugio nell'ambito del sacro.
Non c'è nulla di più nobile o di più ammirevole che quando due persone che si vedono di persona mettono su casa come marito e moglie, confondendo i loro nemici e deliziando i loro amici.
Quando ti chiedi cos'è l'amore,immagina due mani ardenti che si incontrano,due sguardi perduti l'uno nell'altro,due cuori che tremano di fronte all'immensità di un sentimento,e poche parole per rendere eterno un istante.
Le raccontai tutta la mia vita, non quella passata ma quella che avrei vissuto in futuro.
Il destino a volte insiste. Incontri due, tre volte la stessa persona. E, se non le rivolgi la parola, allora peggio per te.
La prova che nell'universo esistono altre forme di vita intelligente è che non ci hanno ancora contattato.
Entrò in un bosco, e ne la stretta via rincontrò un cavallier ch'a piè venia.
Erano due isole senza mare, due sorti da evitare che probabilmente soffrivano della mia malattia: il desiderio struggente di condividere una voglia e il terrore di riuscirci.
Anche l'incontro di un attimo può essere amore.
Rinascere di nuovo, come dice il Libro tibetano dei morti. È veramente così. Cristo, speriamo di sì, perché in questo caso ci incontreremo di nuovo.
Il linguaggio è una pelle: io sfrego il mio linguaggio contro l'altro. È come se avessi delle parole a mo' di dita, o delle dita sulla punta delle mie parole.