Chi scrive chiaro, sa scrivere.- Beppe Severgnini
Chi scrive chiaro, sa scrivere.
Un insegnante è un minatore di talento. Non ha il diritto di estrarlo: ne ha il dovere. Ha di fronte gli stessi ragazzi, giorno dopo giorno. Sa dove cercare, se ha voglia di farlo.
Il professionista dell'informazione si prende una vacanza salgariana. Internet come i mari della Malesia, pieni di pirati, misteriosi gorghi e belle prigioniere.
Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi un po': potrebbe essere il motto nazionale.
La tolleranza è come il vino: un po' fa bene, troppa è dannosa.
L'empatia è il lievito della politica.
Si impara più presto a scrivere in modo grandioso che a scrivere in modo lieve e semplice.
Era molto divertente, all'inizio. Smise di esserlo quando scoprii la differenza fra scrivere bene e scrivere male. E poi feci una scoperta ancora più allarmante: la differenza fra un ottimo stile e la vera arte; sottile ma feroce.
Scrivere meglio significa contemporaneamente anche pensare meglio.
Scrivere è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso.
Il vero amore per le nostre opere conserva sempre un occhio ironico e ilare.
Scrivere è scolpire: occorre soprattutto togliere, con un obiettivo in mente e un po' di ironia nelle dita.
Dello scrivere bene l'origine e la sorgente è il pensiero saggio.
Uno scrive perché vede, l'altro perché sente dire.
Forse ho un carattere complicato, ma se non metto le cose nero su bianco non riesco a pensare.
Nello scrivere tenetevi lontani da ogni eccesso di stile e di passione e farete cosa utilissima e onestissima.