Anche la morte non deve essere temuta da colui che ha vissuto saggiamente.- Buddha
Anche la morte non deve essere temuta da colui che ha vissuto saggiamente.
Questa, o monaci, la nobile verità sulla cessazione del dolore: l'eliminazione della bramosia attraverso l'annullamento dei desideri, la rinuncia totale al desiderio, il distacco assoluto da tutto ciò che si desidera.
Non sottovalutate l'efficacia del bene, pensando: nulla mi aiuterà a progredire. Una brocca si riempie con un flusso costante di gocce d'acqua; allo stesso modo, il saggio progredisce e consegue la felicità a poco a poco.
Gli sciocchi aspettano il giorno fortunato. Ma ogni giorno è fortunato per chi sa darsi da fare.
Quell'uomo che è libero dalla credulità, che conosce l'increato, che ha spezzato tutti i legami, che ha cancellato tutte le tentazioni, che ha rinunciato a ogni speranza, costui è davvero il supremo tra gli uomini.
Come la pioggia penetra in una casa mal coperta, così pure la passione penetra in una mente non usa alla meditazione.
Nessuno può vivere felicemente e neppure in maniera tollerabile senza l'amore della saggezza: una perfetta saggezza rende felice la vita, ma tollerabile la rende anche una saggezza imperfetta.
Non è saggio chi conosce dove si trova il tesoro, ma chi lavora per prenderlo.
Chi manda la sua lingua avanti del pensiero non ha del saggio.
L'uomo comune ragiona. Il saggio tace. Il fesso discute.
Per una parola un uomo viene spesso giudicato saggio, e per una parola viene spesso giudicato stupido. Dunque dobbiamo stare molto attenti a quello che diciamo.
Il saggio comanda il proprio cuore, lo stolto invece ne è schiavo.
Il retto pensiero è la massima virtù e la saggezza è dire e far cose vere ascoltando e seguendo l'intima natura delle cose.
Di tutte le componenti della saggezza, la pratica è la migliore.
Chi è saggio non parla mai di ciò che non può tramutare in azione.
Il pessimismo è soltanto il nome che gli uomini deboli di nervi danno alla saggezza.