La morte non deve essere temuta da coloro che vivono con saggezza.- Buddha
La morte non deve essere temuta da coloro che vivono con saggezza.
Per vedere ciò che pochi hanno visto dovete andare dove pochi sono andati.
Tutto ciò che esiste dapprima esiste nella nostra mente. Noi diventiamo ciò che pensiamo, e la nostra mente è il mondo.
Il calunniatore è simile all'uomo che getta polvere contro un altro quando il vento è contrario; la polvere non fa che ricadere addosso a colui che l'ha gettata. L'uomo virtuoso non può essere leso e il dolore che l'altro vorrebbe infliggere, ricade su lui stesso.
Non sarai punito per la tua rabbia, sarai punito dalla tua rabbia. Lasciamo che l'uomo vinca la rabbia con l'amore.
Se in battaglia un uomo ne vincesse mille, e un altro vincesse se stesso, il vero vincitore sarebbe il secondo.
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
Entriamo nel sonno per un atto di egoismo giornaliero: nella morte per un egoismo definitivo.
La meditazione della morte non insegna a morire, non rende l'esodo più facile.
Quando gli uomini muoiono, li attendono cose che essi non sperano né suppongono.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
Della morte questo deve essere detto: per lei, non c'è bisogno di scendere dal letto. Ovunque ti capiti di stare, sta sicuro che gratis te la verranno a portare.
La morte non è dolorosa. È la vita terrena che è una morte.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.
Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo.