La mia vita è la storia di un'autorealizzazione dell'inconscio.- Carl Gustav Jung
La mia vita è la storia di un'autorealizzazione dell'inconscio.
È importante e salutare parlare di cose incomprensibili.
Tutto ciò che si trova nel profondo dell'inconscio tende a manifestarsi al di fuori, e la personalità, a sua volta, desidera evolversi oltre i suoi fattori inconsci, che la condizionano, e sperimentano se stessa come totalità.
L'incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: si produce una reazione così che entrambe ne saranno trasformate.
I sogni sono una delle origini più importanti della credenza dei primitivi negli spiriti.
L'inconscio è, in primo luogo e prima di ogni altra cosa, il mondo del passato, riattivato dalla limitatezza dell'atteggiamento cosciente.
Universo senza coscienza, ma anche senza inconscio.
Cosa curiosa, le abitudini. Le persone stesse non sanno mai di averle.
La nostra terapia opera trasformando in conscio ciò che è inconscio, e sortisce qualche effetto solo nella misura in cui è in condizioni di effettuare questa trasformazione.
Spesso le persone fanno arte, ma non se ne accorgono.
L'inconscio si vendica di notte.
Il subconscio è controllato dall'istinto di sopravvivenza e perciò spesso è piú razionale del pensiero cosciente.
I sogni molto frequentemente esprimono ricordi e conoscenze che il soggetto da sveglio è ignaro di possedere.
L'inconscio è una fossa profonda. La fossa comune, in cui un pazzo fruga, pur non sapendo di che cosa va in cerca.
Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani.
Anche con molti uomini colti non si può parlare di Inconscio senza venir tacciati di misticismo. L'angoscia è giustificata perché la nostra visione razionale del mondo, con le sue certezze scientifiche e morali ardentemente credute (perché dubbiose), è scossa dai dati dell'altra parte.