La mia vita è la storia di un'autorealizzazione dell'inconscio.- Carl Gustav Jung
La mia vita è la storia di un'autorealizzazione dell'inconscio.
L'analisi, rendendo cosciente l'inconscio personale, rivela all'individuo cose che egli di regola già conosceva negli altri, ma non in sé stesso.
L'uomo ha bisogno di difficoltà: sono necessarie alla salute.
L'amore è un concetto estensibile che va dal cielo all'inferno, riunisce in sé il bene e il male, il sublime e l'infinito.
Il vino della giovinezza a volte non diventa chiaro con il passare del tempo, ma torbido.
Il serpente rappresenta la libido che si introverte. Attraverso l'introversione si viene fecondati da Dio, ispirati, ri-procreati e rigenerati.
L'arte è l'espressione più eccelsa di un'aritmetica interiore e inconscia.
La funzione è una sorta d'intenzionalità inconsapevole delle cose della vita.
Il sé è come un ipotetico Centro di Gravità Narrativa.
Universo senza coscienza, ma anche senza inconscio.
L'inconscio ci comunica coi sogni frammenti di verità sepolte.
Cosa curiosa, le abitudini. Le persone stesse non sanno mai di averle.
Il pericolo sarebbe la forma di manifestazione della necessità esteriore che trova la sua strada verso l'inconscio umano.
L'inconscio è quel capitolo della mia storia che è segnato da un vuoto o occupato da una menzogna: è il capitolo censurato.
Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all'esistenza dell'inconscio.
Il mio inconscio sa più del conscio dello psicologo di quanto il suo conscio non sappia del mio inconscio.