S'impara spesso dai ricchi a fare il pitocco.- Carlo Dossi
S'impara spesso dai ricchi a fare il pitocco.
Creder d'ingegno chi sa molto a memoria gli è come riputare sapiente chi tiene in casa una grande biblioteca. Molti, anzi, a forza di studio, diventano ignorantissimi.
Ci fu data la lingua, sì, per parlare; ma anche i denti per tenerla assiepata.
In Italia il far nulla appartiene alle occupazioni.
L'originalità in arte ha più spesso radice in difetti che non in virtù.
Il genio è una varietà della pazzia.
È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
È ricco chi desidera soltanto ciò che gli fa veramente piacere.
Ricca nave dal porto appena uscita Carca non pur di perle e d'oro e d'ostro, Ma di tutto il tesor del secol nostro, A solcar l'aspro mar di questa vita.
A questo mondo non si diventa ricchi per quello che si guadagna, ma per quello a cui si rinuncia.
Il sapiente non accetterà entro la soglia di casa sua nessun denaro di provenienza sospetta: non rifiuterà, però, né respingerà le grandi ricchezze dono della fortuna e frutto della virtù.
La ricchezza secondo natura ha confini ben precisi ed è facile a procacciarsi, quella secondo le vane opinioni cade in un processo all'infinito.
La ricchezza è una maledizione quando l'hai perduta.
Quando arriva la prosperità, non usarla tutta.
Se la ricchezza non ci dà la felicità, ci fa sopportare meglio l'infelicità.
Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.