S'impara spesso dai ricchi a fare il pitocco.- Carlo Dossi
S'impara spesso dai ricchi a fare il pitocco.
Fra gli avvilimenti di un giovane d'ingegno, massimo è quello di andare a scuola e di subire gli esami.
Alle volte, coi libri di teologia e di filosofia, si fa una strenua fatica per capire che quanto si arriva a capire non valeva la pena di esser capito.
Le ragazze che dicono "se mi sposi ti voglio bene" equivalgono alle puttane che dicono "dammi 5 lire e sono tua"
Non si diventa grandi uomini, se non si ha il coraggio d'ignorare un'infinità di cose inutili.
Che è dunque colle sue piccine passioni l'umanità? anzi - «fra il lampo di vita e il tuono di morte» ov'è l'uomo?
La ricchezza è una condizione relativa: è ricco chi guadagna di più di quanto spende e, viceversa, è povero chi ha esigenze superiori al reddito.
Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
La ricchezza è una convinzione; la povertà una certezza.
La soddisfazione è meglio della ricchezza.
Il capitalismo è un'ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria.
Per il ricco la parola di Dio giunge sempre importuna, perché esige tutto lo spazio, e questo è sbarrato dal possesso proprio.
Sono assolutamente convinto che nessuna ricchezza al mondo possa far avanzare l'umanità, neppure se è nelle mani dei più fedeli lavoratori per questa causa.
Non bisogna correre dietro ai soldi. Bisogna andar loro incontro.
Sono italo-congolese, appartengo a due paesi e a due culture che sono entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana né completamente congolese, ma è proprio questa l'importanza e la ricchezza della diversità.
Per me non sono le ricchezze né gli spassi che fanno la felicità dell'uomo.