L'unica e vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione.- Cesare Beccaria
L'unica e vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione.
Quanto maggiore sarà il numero delle idee accessorie, tanto più crescerà la bellezza dello stile.
L'uomo ama di scorrere in un circolo di varie abitudini piuttosto di gettarsi in una serie nuova d'idee.
Chi è mai colui che abbia voluto lasciare ad altri uomini l'arbitrio di ucciderlo? Come mai nel minimo sacrificio della libertà di ciascuno vi può essere quello del massimo tra tutti i beni, la vita?
Lodate troppo una persona e diventa pedante; negligentate troppo una persona, o l'avvilite, o la diventa intraprendente; rare volte ha la costanza di voler meritarsi semplicemente la vostra stima.
Quell'uomo è di maggior genio che può avere un maggior numero di idee semplici presenti alla mente e distribuire sopra un maggior numero il suo interesse.
I delitti che presentano aspetti mai interamente chiariti (e che mai lo saranno) sono quelli più intensi, dal punto di vista narrativo.
Il prossimo è troppo occupato coi propri delitti per accorgersi dei nostri.
Non è tanto il delitto in se stesso che interessa, quanto ciò che si nasconde dietro.
Colui al quale il delitto porta giovamento, quello ne è l'autore.
Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi sian chiare, semplici, e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di essa sia impiegata a distruggerle.
Il delitto coronato da successo prende il nome di virtù.
Uno dei più gran freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l'infallibilità di esse.
Un delitto non dovrebbe andare impunito perché altrimenti tutte le fondamenta morali crollerebbero e soltanto il caos regnerebbe.
Quanti delitti commessi semplicemente perché i loro autori non potevano sopportare di aver torto.
Un delitto è un crimine; un milione è eroismo. Il numero legalizza.