L'unica e vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione.- Cesare Beccaria
L'unica e vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione.
Non v'è cosa più pericolosa di quell'assioma comune che bisogna consultare lo spirito della legge. Questo è un argine rotto al torrente delle opinioni.
L'oscurità delle cause fisiche moltiplica agli occhj del popolo le azioni delle cause morali.
La certezza di un castigo, benchè moderato, farà sempre una maggiore impressione che non il timore di un altro più terribile, unito colla speranza dell'impunità.
Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi sian chiare, semplici, e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di essa sia impiegata a distruggerle.
Fra due leggi opposte, tra due stabilimenti di usanze che hanno inconvenienti e vantaggi, bisogna consultar quale origine abbiano in natura e limitarli coi limiti fissati dalla natura medesima. Esempio il pensiero della posterità che le leggi limiteranno a sufficienza a due o tre generazioni.
Il commettere delitti non toglie che si abbiano dei vizi.
I delitti che presentano aspetti mai interamente chiariti (e che mai lo saranno) sono quelli più intensi, dal punto di vista narrativo.
Non è tanto il delitto in se stesso che interessa, quanto ciò che si nasconde dietro.
Il prossimo è troppo occupato coi propri delitti per accorgersi dei nostri.
Spesso, il delitto più banale è il più incomprensibile proprio perché non presenta aspetti insoliti o particolari, da cui si possano trarre delle deduzioni.
Il delitto coronato da successo prende il nome di virtù.
Quanti delitti commessi semplicemente perché i loro autori non potevano sopportare di aver torto.
Quando si premedita freddamente un delitto, si premeditano freddamente anche i sistemi per celarlo.
Il piú sicuro ma piú difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l'educazione.