La confusione della piazza è, come sempre, un riflesso della confusione della reggia.- Claudio Magris
La confusione della piazza è, come sempre, un riflesso della confusione della reggia.
Il mistero più grande, anche e soprattutto per la fede, è l'al di qua, la vita appassionata e fragile, e che il modo più profondo di pregare è partecipare con amore e umiltà alla sua breve parabola.
La realtà non è idillica e non risparmia problemi né ostacoli a nessuno.
Senza legge non c'è ordine né libertà.
L'ambiguità è un pretesto dei deboli, per attribuire al mondo la loro incapacità di discernere, come un daltonico che accusasse l'erba e i papaveri di avere i colori indistinguibili.
Forse l'idea che Dio abbia fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza non è una bestemmia né una fanfaronata, perché accorgersi, come Cottolengo, che non esiste mostruosità ma solo indicibile sofferenza in credito d'amore, è una grandezza degna di un Dio.
Confusione è parola inventata per indicare un ordine che non si capisce.
Continuamente nascono i fatti a confusione delle teorie.
La mancanza di pensiero, l'incurante superficialità o la confusione senza speranza o la ripetizione compiacente di verità, diventate vuote e triste, mi sembra tra le principali caratteristiche del nostro tempo.