Non c'è niente di eroico nel vile infierire su chi è più debole.- Dacia Maraini
Non c'è niente di eroico nel vile infierire su chi è più debole.
È sempre per un soprassalto dell'immaginazione che si diventa gelosi.
Il futuro è dei coraggiosi.
Nella sciattezza linguistica in cui viviamo c'è bisogno della poesia, che ha la funzione di avvicinarsi all'assoluto. In questo mercato generale delle parole, la parola poetica diventa un assoluto.
Una donna, anche se giovane, può innamorarsi a tal punto di una idea da sacrificare tutti i suoi beni e il suo futuro?
Il futuro si apre davanti a lei come un fiore precoce che ha sentito il primo raggio di sole, ma potrebbe rimanere congelato sul ramo. Perché la primavera non è ancora arrivata e quel raggio di sole l'ha ingannata.
Ci sono due generi di debolezza: quella che si piega e quella che si spezza.
La credulità è la debolezza dell'uomo, ma la forza del bambino.
L'uomo forte soffre senza lagnarsi, l'uomo debole si lagna senza soffrire.
Conoscere i libri è una forza, conoscerli più della vita una debolezza.
Le oligarchie politiche sono diventate insopportabili perché i leader sono peggiorati.
Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole.
È soltanto per la debolezza dei nostri organi che non ci vediamo in un mondo delle fate.
L'anima non può manifestarsi ai nostri occhi se non per mezzo del corpo, ed è questa una debolezza dell'anima ma anche una sua curiosa astuzia.
L'indebolimento del cervello è una grazia di San Ciro medico... è l'etere, è il cloroformio, è l'anestetico principale mentre il destino e la sventura ci operano.
Il debole debilita il forte. Il forte lo mangia!