La mia felicità dipende dalla felicità altrui.- Dalai Lama
La mia felicità dipende dalla felicità altrui.
Quando perdi, non perdere la lezione.
Non vedo ragione per cui si dovrebbero uccidere gli animali e farli diventare cibo per l'uomo, quando esistono tanti altri alimenti che sostituiscono la carne. Dopo tutto, l'uomo può vivere senza carne...
Trovo inaccettabile che la violenza costituisca la base di alcune delle nostre abitudini alimentari.
Sostenendo la pratica della pazienza si assume una posizione ferma nei confronti delle avversità.
Senza essere benevoli con se stessi non si può esserlo con gli altri. Per provare amore, tenerezza verso gli altri, per desiderare che siano felici e che non soffrano, dobbiamo innanzitutto nutrire tali sentimenti verso noi stessi.
Sii uno che apre le porte a coloro che vengono dopo di te, e non cercare di rendere l'universo un vicolo cieco.
Per essere felici, occorre pensare alla felicità d'un altro.
Non lasciatevi rubare il sogno di una missione vera, di una sequela di Gesù che implichi il dono totale di sé.
La vita ha significato solo se uno la baratta giorno per giorno con qualcos'altro che non se stesso.
Ciò che abbiamo fatto solo per noi muore con noi; ciò che facciamo per gli altri e per l'umanità rimane ed è immortale.
La gente, per lo più, rovina la propria vita con un altruismo malsano ed esagerato.
Il vero svantaggio del matrimonio è che rende altruisti. E le persone altruiste sono insignificanti. Mancano di individualità.
Tutti noi siamo nati con una ragione, ma tutti noi non scopriamo quale. Il successo nella vita non ha nulla a che vedere con ciò che ottieni nella vita o realizzi per te stesso. È quello che fai per gli altri.
Chi fa uso dei propri sentimenti per farne provare agli altri, finisce per perdere i propri.
Ai bambini delle scuole elementari fu chiesto: «Cosa faresti, se tu avessi il potere assoluto nel paese?» Le risposte più frequenti furono: darei casa ai poveri, farei pulire le strade, eliminerei i politici corrotti, pianterei più alberi, ridurrei la popolazione. Il potere ai bambini, allora!